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Dominique Ghesquière alla Galerie des Ponchettes

Dominique Ghesquière espone le sue opere alla Galerie des Ponchettes fino al 3 giugno. 

Il MAMAC continua così il progetto iniziato nel 2016 con le mostre di Yona FriedmanVivien Roubaud e  Noël Dolla.

Il concept

L’opera di Dominique Ghesquière è un elogio della lentezza, un territorio del dubbio, un invito all’introspezione. Un lavoro che risuona profondamente, e grazie alla sua singolarità porta un’aspirazione ad una società contemporanea che rallenti un po’ i suoi ritmi. E allora ecco un’improduttività fertile, un ritorno alle forme autentiche, a una quiete dei sensi di fronte alla frenesia del quotidiano e all’accumularsi sterili di immagini e oggetti

Lo sguardo e la natura

Dopo molti anni, la ricerca dell’artista invita a frenare osservazioni e giudizi a favore della contemplazione e del dubbio. Reinvestire sull’esperienza della sguardo: questo l’obiettivo dell’esposizione, giocando sull’effetto del trompe l’œil e dell’illusione, in un lavoro che arriva alla scultura e all’installazione.

L’idea della natura e la presenza dell’uomo dentro la natura stessa costituiscono il territorio di esplorazione. I paesaggi effimeri che l’artista compone richiamano ecosistemi con elementi naturali e oggetti pazientemente elaborati. La galerie des Ponchettes rappresenta la quintessenza dell’universo mediterraneo con tronchi scavati che evocano le cortecce dei platani, aghi di pino, onde e un letto di ciottoli. L’artista è influenzato nella sua evocazione da elementi e forme che nella loro sobrietà ricordano un paesaggio, la sua misurazione, la sua esperienza sensuale e sensoriale.

L’artista gioca con la memoria e con le sensazioni che portano un vero slancio del visitatore nel paesaggio.

 « Je cherche juste à me glisser dans le paysage. Je cherche simplement la précision et le nécessaire, alors je suis souvent amenée à supprimer, élaguer. […] C’est ça qui me permet d’atteindre un certain degré d’abstraction »

ierres roulées, 2014
Galets / Dimensions variables
Production MAMAC, avec le soutien de C4
© Photo : Sylvie Chan-Liat / Courtesy de l’artiste et Valentin, Paris.

Paesaggi giapponesi e gioco

Il suo universo si avvera in quello molto simile della tradizione dei paesaggi giapponesi, i shakkei, e dei giardini stilizzati e sofisticati. Una natura in miniatura con simbolismi, pace, essenza di spazi naturali.

Il gioco di Dominique Ghesquière negli spazi è creare confusione tra il naturale e l’artefatto. Aghi di pino pazientemente disposte e cucite in modo prezioso diventano ciuffi d’erba folli, i tronchi scavati dei platani come mute abbandonate di corteccia, ciottoli, i galets nizzardi, disposte in linee serpentine.

La presenza di lunghe onde di terra rinforza questa ambiguità. Allungate e nello stesso tempo dritte evocano l’elemento marino e la mineralità di un massiccio montagnoso, con le linee di creta che sorgono dal suolo, rinforzando l’orizzonte del paesaggio.

Herbes rares, 2017
Aiguilles de pin, tissu
2 éléments: 65 x 55 cm et 35 x 40 cm.
© Photo: Artaïs Art contemporain/In Natura / Courtesy de l’artiste et Valentin, Paris.

Natura morta e diorama

Tra natura morta e diorama, i paesaggi così composti si oppongono all’immediatezza dell’evocazione, alla lentezza dell’esecuzione, alla meticolosità degli oggetti prodotti e alla precisione della scansione dello spazio. Per i suoi multipli gesti, l’artista si posiziona in modo discreto in un paesaggio dimesso, non eroico.

Fissato in un eterno autunno, il paesaggio sottolinea la vulnerabilità degli ecosistemi nei quali l’uomo e l’azione umana evolvono.

L’idea sviluppata da Ghesquière è presentata parallelamente alla mostra monografica consacrata a Liz Magor al MAMAC. Due visioni legate dalla deviazione poetica del quotidiano, e da una sottile sovversione degli oggetti che ci circondano.

Rideau d’arbres, 2016
Bois de placage / Dimensions variables. 11 éléments.
© Photo: Martin Argyroglo / Courtesy de l’artiste et Valentin, Paris.

Chi è l’artista

Nato a Pensacola negli Stati Uniti, Dominique Ghesquière vive e lavora a Rueil-Malmaison. Dopo gli studi all’École des Beaux-Arts di Lione, ha trascoso due anni alla Rijksakademie d’Amsterdam (2002-2003). I suoi lavori sono presenti in molte collezioni pubbliche nazionali e in esposizioni francesi  (Centre International d’Art et du paysage all’Île de Vassivière, Palais de Tokyo a Paris, Parc culturel di Rentilly, FRAC Ile-de-France, Parigi, FRAC Bourgogne, Digione) e internazionali (Casa del Lago, C Sharp, Mexico City ; Museum Ostwall, Dortmund, Allemagne ; Thalie Art Foundation, Bruxelles ; Lothringer 13 Halle, Munich).

Info

Galerie des Ponchettes
77 quai des Etats-unis 06300 Nice / 04 93 62 31 24


apertura da martedì a domenica dalle 11 alle 18

Mostra curata da Hélène Guenin, direttrice del MAMAC assistita da Olivier Bergesi

Credit foto in alto:

Oiseau, 2014, Étourneau naturalisé – 23 x 34 cm, © Photo : Sylvie Chan-Liat / Courtesy de l’artiste et Valentin, Paris.

Testo e comunicati tratti da: « Conversation avec Dominique Ghesquière », Frédéric Oyharçabal , Catalogue monographique Frac Bourgogne, 2011.

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